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Dresda
Dresda
Dresda è una città extracircondariale di 512.234 abitanti della Germania, capitale e secondo maggiore centro (dopo Lipsia) del Land della Sassonia, e capoluogo del distretto direttivo (Direktionsbezirk) omonimo.Sorge sul fiume Elba, la cui valle è stata inserita fino al 2009 nella lista dei patrimoni dell'umanità dell'UNESCO. Centro d'arte di importanza internazionale, tanto da essere stata soprannominata "Firenze sull'Elba", ha subito durante la seconda guerra mondiale (13-15 febbraio 1945) un terribile bombardamento con migliaia di vittime (le stime ufficiali oscillano fra 18.000 e 25.000)[2]. Dresda è sede di un'università (la Technische Universität Dresden) e di una diocesi cattolica (diocesi di Dresda-Meißen). I primi insediamenti nella zona di Dresda risalgono al neolitico. Il guado che attraversava l'Elba, all'altezza dell’odierno centro storico, è probabilmente esistito già nell’antico Medioevo e probabilmente fu la causa dell’iniziale insediamento che, nonostante la favorevole posizione ed i fertili terreni, rimase problematico per via delle estese zone forestali di quei luoghi. Il motivo principale per cui ricordiamo questa città tedesca deriva dalla seconda querra mondiale "il bombardamento di Dresda"; nella seconda guerra mondiale la città di Dresda, divenuta verso la fine del conflitto un importante centro economico, militare e di trasporto, era stata bombardata già dall’agosto del 1944. Ciò nonostante erano stati creati solo pochi rifugi antiaerei. Fra il 13 e il 15 febbraio 1945 la città subì tre terribili bombardamenti a tappeto ad opera di bombardieri inglesi e americani. Particolarmente danneggiato fu il centro storico della città, con aree completamente rase al suolo. Durante i bombardamenti perirono, fra 18.000 e 25.000 persone. Dresda è stata uno dei più importanti centri industriali della Repubblica Democratica Tedesca. Nel 2002 l'Elba straripò causando un'alluvione ha causato molti danni che in gran parte non sono più visibili per via della rapidità della ricostruzione. È stata terminata la ricostruzione della Frauenkirche, distrutta durante il bombardamento del 1945. La ricostruita chiesa, uno dei più caratteristici edifici in stile barocco di Dresda, è stata inaugurata il 30 ottobre 2005. A Dresda tante sono le attrazioni, qui sottoriportati qualche esempio: -Gemäldegalerie, una delle maggiori pinacoteche del mondo; conserva opere di maestri italiani (San Sebastiano di Antonello da Messina, Madonna Sistina di Raffaello, Venere di Giorgione, vedute di Venezia e Dresda di Bellotto, Il tributo della moneta di Tiziano, Correggio, Veronese, Guido Reni, ...), spagnoli (Velasquez, Murillo, El Greco), francesi (Impero di Flora di Poussin, fiamminghi, olandesi. -Semperoper, uno dei teatri d'opera più importanti del mondo, per tradizione e acustica. -Zwinger, parco realizzato da Matthäus Daniel Pöppelmann. -La "Brühlsche Terrasse" di Dresda nel 1900 Brühlsche Terrasse. Questa magnifica terrazza, dalla quale è possibile ammirare il paesaggio dell’Elba fino ai colli Loschwitz, venne decantata da Johann Goethe quale "Balcone d'Europa". Nel passato era stata una fortificazione che il Principe Elettore Federico Augusto II cedette al conte Heinrich von Brühl (dal quale ne deriva il nome). Il conte dette l'incarico ad artisti di Dresda di costruire dei sontuosi palazzi e un parco sul quello che era praticamente un terrapieno che si estendeva per circa 500 m di lunghezza e 200 m di larghezza. Nessuna delle costruzioni di allora è rimasta in quel luogo, eccettuata la Fontana dei Delfini progettata dall’architetto Pierre Coudray e costruita fra il 1747 e il 1749. Gli edifici ora visibili sono prevalentemente opere del XIX secolo. Alla terrazza conduce un’ampia scalinata che, nel 1868 è stata arricchita con i gruppi scultorei "Le quattro parti del giorno". Le originali figure in pietra arenaria vennero sostituite in un secondo tempo da riproduzioni in bronzo. Sull’estremità orientale della terrazza si estende il Brühlsche Garten (Parco Brühl). -Frauenkirche -Hofkirche -Kreuzkirche -Sophienkirche -La "Schwebebahn" di DresdaSchwebebahn, la tramvia pensile, è un mezzo di trasporto di Dresda che unisce i quartieri di Loschwitz e Oberloschwitz. La linea tramviaria ha una lunghezza complessiva di 274 m e supera un’altezza di circa 84 m. Venne inaugurata il 6 maggio 1901, si tratta di una tramvia simile a quella famosa di Wuppertal, costruita secondo il cosiddetto sistema di Eugen Langen; poggia su 33 piloni in acciaio di supporto . Quella di Dresda la più antica tramvia pensile montana del mondo ancora in funzione. La tramvia pensile di Dresda non corre su una fune ma bensì su una rotaia d’acciaio. Al contrario di quella di Wuppertal le vetture non dispongono di un proprio sistema di propulsione ma vengono mosse da una fune traente azionata da un motore operante nella stazione a monte. Questa straordinaria tramvia pensile non venne minimamente danneggiata dagli eventi bellici della seconda guerra mondiale ma fu messa temporaneamente fuori servizio dal 1984 fino al 1992 a causa di un completo risanamento tecnico e costruttivo. -Standseilbahn -Erlweinspeicher -Il ponte "Blaues Wunder"Blaues Wunder (Meraviglia o Miracolo blu, il nome ufficiale è però Loschwitzer Brücke) è chiamato popolarmente il ponte più famoso di Dresda. Costruito fra il 1891 ed il 1893 questo ponte in acciaio, con una lunghezza di 141,5 m, è una delle magistrali costruzioni tecniche di quel tempo ed è degno di una visita. L’inusitato nome è dovuto al fatto che venne pitturato in verde ma dopo poco tempo era diventato inspiegabilmente blu. Ciò, unitamente all'eccezionalità della costruzione, gli meritò il nome di "Meraviglia blu" o anche "Miracolo blu" dato che il lemma "Wunder" ha in tedesco ambedue i significati. Il nome è diventato proverbiale in Germania ed è entrato a far parte della lingua tedesca con il significato di qualcosa di straordinario. -Yenidze -Krematorium Tolkewitz -Kulturpalast -Fürstenzug -L’esterno della latteria PfundLa Pfunds Molkerei (latteria Pfund) viene ritenuta oggi la più bella latteria del mondo; nel 1998 venne citata nel libro Guiness World Records. È ubicata nella Bautzner Straße al civico 79 ed è una delle attrazioni turistiche di Dresda. Nel 1879 Paul Gustav Leander Pfund, (1849–1923), un agricoltore di Reinholdshain, avverò la sua idea di fornire agli abitanti di Dresda del latte fresco ed igienico. Aprì perciò una latteria nella Görlitzer Straße che permetteva, dall’interno del negozio, di osservare le sei mucche “aziendali” mentre venivano munte. Nel 1880 anche suo fratello, l’attore Friedrich Pfund, si associò all’impresa. Da allora la latteria ricevette il nome di Dresdner Molkerei Gebrüder Pfund (Latteria di Dresda dei Fratelli Pfund). La ditta s’ingrandiva continuamente e la produzione di latte era tale che il proprietario comincio per primo in Germania a produrre latte condensato, che addirittura esportava, oltre ad altri prodotti come sapone al latte e alimenti per bambini. Ben presto il negozio originario diventò troppo piccolo e la latteria venne traslocata nella Bautzner Straße, 41. In quel luogo venne più volte ampliata. Un nuovo trasloco avvenne nel 1891, nella medesima strada, al numero 79 dove è ancora oggi ubicata. Tutto il negozio è piastrellato con piastrelle in stile neorinascimentale, prodotte dalla Villeroy & Boch in collaborazione con artisti di Dresda. La latteria ebbe la fortuna di non essere stata distrutta dal terribile bombardamento del febbraio 1945 e nel dopoguerra ricominciò con la vendita di latte, latticini e formaggi. Nel 1972 venne statalizzata dalla Repubblica Democratica Tedesca, nel 1978 chiuse le porte. Negli anni ’90 venne riaperta nello spirito della vecchia tradizione. Oggi la latteria Pfund offre ai consumatori prevalentemente formaggi a base di latte crudo. L’artista Friedensreich Hundertwasser aveva progettato una trasformazione artistica del cortile della famosa latteria. Musei e teatri -La Gemäldegalerie Alte Meister conserva la famosissima Madonna Sistina di Raffaello, il celebre dipinto del Correggio "L'Adorazione dei Pastori" di ambientazione notturna (nota come La Notte) e la Santa Maria Maddalena di Paolo Pagani. -Sächsische Staatsoper |










